Change Project al Nobilita Festival 2022

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Il 24 maggio, presso l’Autodromo di Imola, si è svolta la quinta edizione del festival Nobilita, il Festival della Cultura del lavoro nato da Fiordirisorse Fior di Risorse | Persone Maiuscole e Senzafiltro, il blog sulla Cultura del Lavoro SenzaFiltro: lavoro, management, impresa e libere professioni (informazionesenzafiltro.it)

Change Project quest’anno era presente come sponsor dell’evento.

L’energia e la dinamicità dell’evento sono passate subito dall’interdisciplinarità dei contenuti e dal taglio comunicativo incentrato sullo scambio e sul dibattito. Ciascuno dei quattro panel è stato aperto da un breve video di presentazione dei relatori e da una breve sintesi, sempre in formato trailer, curata dalla redazione di Senzafiltro; scelta che ha decisamente favorito il coinvolgimento dei partecipanti.

E’ stato stimolante incontrarci fisicamente (dopo due anni di eventi online) e scambiare saluti, idee e riflessioni con professionisti diversi per ruoli, formazione e ambito di lavoro. La crescita passa tanto dall’interdisciplinarità e dall’ascoltare le idee, e anche i sogni, delle persone. Camminando tra gli sponsor, i partecipanti, il palco dei relatori e il banco dei libri, in pochi metri si poteva parlare di applicazioni super tecnologiche per la rilevazione del benessere lavorativo o del grande valore dato delle pratiche fisioterapiche all’interno dei contesti aziendali oppure di come Linkedin possa fare la differenza nello sviluppo del proprio business. Il tutto in poche centinaia di metri.

PANEL1 – Lavorare con il nemico

Il primo Panel, ha generato subito un forte impatto; parlare di nemici in tempo di guerra attiva, infatti, reazioni disparate che diventano, a loro volta oggetto di dibattito. La moderazione di Stefania Zolotti (Direttrice di SenzaFiltro), ha reso fluido e coinvolgente lo scambio e l’interazione. Nemico è infatti una connotazione forte che viene data a un’altra persona che in qualche modo viene “incasellata” ed etichettata come ostile a 360°. Tuttavia, è davvero possibile essere completamente nemici? Più spesso accade che dall’altra parte ci sia una persona che può essere considerata una rivale (anche in modo potente!) per uno o più aspetti che divergono ma se ci pensiamo bene, è proprio difficile che due esseri umani non condividano nessun valore universale e ogni loro parte diverga. Ed è proprio sulla ricerca dell’incontro e delle visioni comuni che si può iniziare a costruire una prospettiva alternativa da quella divisiva dell’essere nemici. Interessante anche l’analisi della relazione guerra e lavoro; relazione che spesso si tende a non vedere e a non prestarci attenzione. In realtà sono tante le sfaccettature. Quando manca il lavoro è più facile che cresca tra le persone un clima di malcontento, insoddisfazione e ricerca di un colpevole (nemico), clima che favorisce l’innesco di possibili ostilità. Allo stesso tempo, in una prospettiva aziendale più che geografica, il conflitto fa parte delle organizzazioni. E anche in questo caso, esacerbando posizioni antitetiche e “ricercando un nemico” il confronto raramente potrà essere costruttivo. Se ci pensiamo bene, gli stereotipi si basano su questo, sull’esasperazione delle differenze. La presenza di giornalisti e fotografi di guerra è stata una ventata di emozione e di “umanità” che ha consentito, grazie appunto alle parole, i racconti e le immagini, di fermarsi e guardare da vicino gli esseri umani. Ogni giorno apriamo il giornale e leggiamo di morti per la guerra; quanti di noi restano effettivamente profondamente turbati da queste notizie? Entrando nelle storie delle persone la distanza si riduce e inevitabilmente ci avviciniamo a quelle storie.

Cosa ci è rimasto più impresso? L’aneddoto iniziale su Umberto Eco che in viaggio in Pakistan incontrò lo stupore del tassista alla sua risposta: noi italiani non abbiamo un nemico! I racconti di Asmae Daclan delle atrocità della Guerra in Siria.

PANEL2 – I costi invisibili del Digitale

Questo panel è stato preceduto da un esilarante intervento di Mario Tozzi, geologo e saggista, che ha posto il focus sulla differenza fra esseri umani ed animali. Probabilmente starete pensando tutti che sia l’intelligenza a fare la differenza. Risposta sbagliata; i molti esempi riportati di come animali e piante si rivelino intelligenti, fa desistere da questa spiegazione tanto invitante quanto semplicistica (sai che un germoglio su un lato di un labirinto riesce a crescere trovando la strada più breve per arrivare al cibo posto sull’altro capo del labirinto?). La differenza vera è che gli esseri umani accumulano. Come diceva ironizzando Mario Tozzi: immaginereste una leonessa andare a caccia e prendere un paio di gazzelle in più da portare alla mamma, alla zia e ai cugini? Gli esseri umani accumulano e nel loro accumulare sprecano e inquinano.

Parlando di inquinamento, non si pensa quasi mai all’inquinamento digitale perché si tratta di una risposta intangibile. Una mail non è tangibile come un foglio di carta ma le informazioni che finiscono nel server un costo ce lo hanno in termini di CO2. Pensiamo che se evitassimo le risposte di circostanza alle mail (tipo “si grazie”), sarebbe come togliere auto da una città per un giorno intero. Purtroppo, la scuola e la formazione mancano di sensibilizzare le persone a questo tipo di problematiche. I costi del digitale non si declinano solo in termini di CO2 ma anche di identità. Pensiamo a quante cose facciamo contemporaneamente, a quanti messaggi di lavoro rispondiamo mentre siamo a casa, in palestra o con i nostri cari; anche se ci sembra di allocare il tempo alla perfezione, stiamo in realtà sovrapponendo ruoli, identità ed emozioni in una sovrapposizione di pensieri, attenzione e concentrazione spesso caotica.

PANEL3 – ELOGIO DELL’INCOMPETENZA

Il terzo panel, vedeva la partecipazione in collegamento di Marco Travaglio e il focus era posto sul tema dell’incompetenza. Siamo partiti confrontandoci sulle soft skills. Un termine che va di moda da tanti anni. Come si traduce in italiano? Cosa sono? Quanto sono importanti? A cosa servono? Le competenze tecniche sono basi fondamentali per la costruzione del sapere e del saper fare. Tuttavia, se manca la capacità di saperle adattare e declinare nei contesti in cui si lavora o si vive, rischiano di restare conoscenze fine a se stesse. La scuola, in questo senso, ha sempre più il compito di iniziare a dedicare tempo e valore anche allo sviluppo di questo tipo di competenze. In particolare: comunicazione, time management e problem solving.

Si racconta di come solo il 6% dei magistrati ha passato uno degli ultimi concorsi in Italia e dei numerosi errori di sintassi e ortografia; ma anche il fatto che su 36 atenei scelti in Inghilterra come partner, non compaia nessuno ateneo italiano.

Il governo Conte 1 raccontato da Marco Travaglio e la riforma sui pensionamenti che lasciava completamente fuori gli esodati!

Un vero elogio all’incompetenza!

PANEL4 – GRANDI DIMISSIONI, GRANDI SENTIMENTI

L’ultimo panel, facilitato dal prof. Paolo Legrenzi, è stato dedicato al tema delle grandi dimissioni. Il Covid-19, infatti, ha portato le persone a riflettere su di sé e sulle proprie motivazioni determinando anche scelte in controtendenza rispetto anche solo agli anni passati. Pensiamo, ad esempio, allo smart working, qualcosa che fino a non troppo tempo fa sembrava impensabile. Adesso sono molti i lavoratori che non sono più disposti a rinunciare al lavoro da casa.

Facciamo fatica a comprendere il fenomeno. Per un giovane è diventato molto importante il proprio smartphone e il proprio tempo libero. La pandemia ha riacceso questa consapevolezza sul tempo libero. La difficoltà è anche culturale nel comprendere il valore della sottrazione, perché da sempre diamo più valore ai beni materiali e all’abbondanza.

Manca, da una parte, la lungimiranza della programmazione a lungo termine delle risorse necessarie, le aziende in Italia non fanno rete e le piccole aziende hanno oggettiva difficoltà a coordinare le persone a distanza.

La comunicazione, il processo e l’employer branding sono essenziali per la ricerca e la selezione del personale, poi è necessario che le aziende lavorino per mantenere a sé le persone. Il cambio di paradigma è che l’imprenditore deve lavorare con questo nuovo e importantissimo obiettivo.

Come siamo tornati?

Siamo tornati pieni di stimoli e libri che abbiamo aggiunto alla nostra biblioteca Change.

A questo punto ci vediamo a Roma nel 2023!