Ma che fine ha fatto “Sorpresa”?

 In Sviluppo Capacità Personali e Manageriali

Un tuffo nelle emozioni primarie

L’Intelligenza Emotiva è una delle competenze trasversali con le quali stiamo maggiormente lavorando all’interno dei nostri progetti, dagli assessment fino ai progetti commerciali. Questa competenza è il vero e proprio anello di congiunzione tra Sapere e Sapere Fare.

Il film “Inside Out” del 2015, prodotto dalla Pixar Animation Studios, è stato un modo innovativo per mettere in risalto l’importanza di questa competenza. Difatti, ha realmente fatto scuola nella comprensione e gestione delle emozioni entrando nelle case, nelle scuole ma anche in tante aziende. Il cartone animato segue le avventure di cinque emozioni (cosiddette primarie) che governano la mente di una giovane ragazza di 11 anni di nome Riley costretta a trasferirsi improvvisamente dal Midwest alla California con la famiglia.

Facciamo un “elegante” passo indietro…

Quali sono le emozioni primarie?

Le emozioni primarie sono emozioni universali, comuni a tutte le culture e riconosciute a livello biologico. Sono considerate una risposta automatica e istintiva a situazioni interne ed esterne e quindi fondamentali per la sopravvivenza.

Paul Ekman, famoso psicologo e studioso delle emozioni, ha identificato sei emozioni primarie, a cui proviamo a dare voce:

Gioia -> Ho ottenuto qualcosa di importante, celebriamo! Risposta a una situazione positiva o a un vero e proprio successo.

Tristezza -> Sto perdendo, devo accettare i miei vincoli e i mei limiti! Risposta a una perdita o a una situazione negativa.

Paura -> Cosa sta accadendo mi devo proteggere! Risposta a una minaccia imminente e pericolosa.

Rabbia -> Questa cosa posso cambiarla! Risposta a un’ingiustizia oppure a un ostacolo per i propri obiettivi personali o professionali

Disgusto -> Stanno ferendo i mei valori, questa cosa la rifiuto! Risposta a qualcosa che ci infastidisce e troviamo ripugnante.

Sorpresa -> Non me lo aspettavo! Mi devo preparare. Risposta a qualcosa di inaspettato.

Esistono anche altri modelli che descrivono le emozioni primarie; uno dei più celebri è quello di Robert Plutchik che identifica otto emozioni primarie: gioia, tristezza, paura, rabbia, disgusto, sorpresa, anticipazione e accettazione. Questo modello è noto anche come Fiore di Plutchick e ci aiuta a comprendere come nascono le relative emozioni secondarie e le terziarie.

Quali sono le emozioni secondarie?

Sono un po’ come un cocktail di emozioni primarie e si sviluppano con la crescita dell’individuo attraverso le varie interazioni sociali (principalmente: famiglia, scuola, e lavoro).

Per esempio: l’invidia, la gelosia, il senso di colpa ma anche lo stupore

Per chi a questo punto si fosse incuriosito vi segnaliamo il seguente libro: “Atlante delle emozioni umane. 156 emozioni che hai provato, che non sai di aver provato, che non proverai mai” di Tiffany Watt, Edizione Utet.

Ma torniamo al film della Pixar. Cosa ci ha insegnato?

Ecco tre degli aspetti più interessanti che emergono da questo film:

  1. l’importanza delle emozioni spiacevoli (qualcuno le chiama negative): difatti Tristezza, Paura e Rabbia sono i personaggi che permetteranno a Riley il reale adattamento nella nuova vita. Un po’ come dire che spesso è la consapevolezza data dalle emozioni intense e spiacevoli a fare da bussola al nostro sviluppo personale. Per esempio , provare una forte sensazione di frustrazione in un momento dove non ci sentiamo riconosciuti a lavoro, potrebbe portarci a chiedere un colloquio con il nostro responsabile e introdurre l’esigenza di feedback costanti sul nostro operato.
  2. l’importanza dei cosiddetti “sentieri emotivi” alternativi. Apprendiamo mediante la reazione alle nostre emozioni. Come spieghiamo anche nelle nostre aule, se potessimo rivederci su un monitor, scopriremo che davanti ad alcuni stimoli (interni o esterni), reiteriamo molti schemi funzionali e disfunzionali. Un po’ come se percorressimo da anni lo stesso sentiero di montagna, senza mai tentare di prendere una “variante”. Ecco l’apprendimento avviene quando ci concediamo la volontà di percorrere “sentieri emotivi” alternativi. Immaginiamo di essere consapevoli di una reazione impulsiva davanti alle risposte di un collega, fare un passo indietro e cercare di vedere la situazione da diverse prospettive, introdurre un modo costruttivo di rispondere magari con autoironia, potrebbe diventare la nostra “variante emotiva” vincente.
  3. il concetto di “granularità emotiva”. In alcune scene del film, Gioia e Tristezza visitano la sezione della memoria a lungo termine di Riley, dove scoprono che alcuni dei suoi ricordi felici sono diventati tristi a causa dei nuovi eventi. In questi momenti, il film mostra la capacità di Gioia e Tristezza di distinguere tra diverse sfumature di emozioni all’interno di un singolo ricordo. La “granularità emotiva” si riferisce alla capacità di distinguere e descrivere sottili sfumature tra le emozioni, è un concetto teorizzato da Lisa Feldman Barrett, professoressa di psicologia presso la Northeastern University di Boston. Per esempio davanti ad un momento di picco lavorativo e stress, una persona potrebbe comprendere meglio le cause e distinguere fra la preoccupazione per i tempi, l’incertezza nella progettazione e l’irritazione nella collaborazione con i colleghi di un altro reparto. Potremmo quindi riconoscere che questa persona ha una granularità emotiva più alta dei suoi colleghi.

Come mai nel film della Pixar si è perso l’emozione SORPRESA?

La sorpresa possiamo considerarla come un’emozione neutra, in quanto è spesso una reazione iniziale a qualcosa di inaspettato e imprevedibile. Può essere seguita da una vasta gamma di emozioni positive o negative, a seconda delle circostanze in cui si verifica.

Ad esempio, la sorpresa può essere seguita da gioia se è una sorpresa piacevole o da paura se è spiacevole o minacciosa.

Nel film “Inside Out” della Pixar, la sorpresa è stata deliberatamente esclusa, molto probabilmente gli sceneggiatori (Pete Docter, Meg LeFauve e Josh Cooley) hanno ritenuto prioritario concentrarsi sulle emozioni cosiddette universali. Buona parte della trama del film si concentra sulla lotta tra Gioia e Tristezza per il controllo della mente della protagonista. La sorpresa è presente quasi come emozione secondaria agli eventi esterni.

Effettivamente, la sorpresa può essere considerata un’emozione transitoria che prepara il corpo a reagire rapidamente a situazioni inaspettate, non ha una vera e propria valenza positiva/negativa intrinseca.

Dal 2015 SORPRESA è sparita anche dalle nostre slide!

BIBLIOGRAFIA:

Barrett, L. F. (2017). How Emotions Are Made: The Secret Life of the Brain. Houghton Mifflin Harcourt.

Cornoldi, G. (2013). Le 6 emozioni sul lavoro. Viverle, riconoscerle e utilizzarle per avere successo. Franco Angeli

Freedman, J. (2009). Intelligenza Emotiva al Cuore della Performance. Il Sole 24 Ore.

Goleman, D. (1995). Emotional Intelligence: Why It Can Matter More Than IQ. Bantam Books.

Plutchik R. (1995). Psicologia e biologia delle emozioni. Bollati Borighieri.

Salovey, P., & Mayer, J. D. (1990). Emotional Intelligence. Imagination, Cognition and Personality, 9(3), 185-211.

Salovey, P., & Caruso, D. (2004). Manager Emotivamente Intelligente. Bantam Books.

Tugade, M. M., & Fredrickson, B. L. (2004). Resilient Individuals Use Positive Emotions to Bounce Back from Negative Emotional Experiences. Journal of Personality and Social Psychology, 86(2), 320-333.