Come valorizzare le risorse umane in azienda: 5 step!

 In Risorse umane

Alcuni anni or sono, durante l’intervallo di un corso che tenevo in una Camera di Commercio, ebbi la fortuna di uno scambio di idee con il Presidente della Camera, personaggio di grande spessore e lunga esperienza nel mondo aziendale. Tra le tante pillole di saggezza che mi dispensò, una fece breccia su di me:

“Nella mia lunga esperienza nel mondo del lavoro ho maturato la convinzione che tutta l’economia di questo paese sia sostenuta da meno del 5% della popolazione, rappresentato da coloro che hanno scelto di svolgere un ruolo imprenditoriale. Sembra quasi la loro una missione, visto la persecuzione burocratica e fiscale con cui si cerca da anni di dissuaderli da questo compito ingrato. Non a caso quando il pioniere coraggioso e insensato, noto come imprenditore, decide ti ritirarsi spesso i figli non hanno il coraggio di continuare su questa strada impervia…”

Da queste prime righe si può avere la sensazione che il sottoscritto si stia lanciando in politica, dimenticando il mio vero ruolo di consulente e formatore. In realtà l’ho solo presa spaziosa per introdurre nel mondo dell’impresa, in particolare delle PMI, la grande importanza di dare un forte impulso alla gestione del personale per raggiungere due grandi obiettivi:

1 – aumentare la produttività quale naturale conseguenza dello sviluppo e motivazione delle persone.

2 – scavalcare la vecchia concezione, sia pure limitata a poche frange medioevali, che la professione dell’imprenditore sia quella di speculare sulla forza lavoro.

Il mio obiettivo è di condividere col lettore alcune Pillole di saggezza indispensabili per ottenere il meglio dalle risorse umane, ma soprattutto per creare una forte consapevolezza sulla necessità di introdurre in azienda strumenti efficaci nella gestione del proprio personale, tali da rendere il lavoro più motivante e più produttivo.

Primo step: affidate ad un collaboratore la responsabilità della gestione del personale.

Qquesto ruolo è troppo importante per essere lasciato vacante. Ovviamente se l’azienda è di piccole dimensioni, la responsabilità del ruolo sarà assunta “part time”, ma è indispensabile che ci sia una figura manageriale il cui obiettivo è la crescita professionale e motivazione del personale.
Questo ruolo spesso esiste ma con responsabilità di amministrazione del personale come: gestione paghe, permessi, presenze, regolamenti, ecc., mentre il vero ruolo è quello strategico.
A volte il ruolo è coperto dai titolari, con una sana improvvisazione e con evidenti potenziali conflitti nel conciliare gli obiettivi aziendali con la motivazione dei collaboratori. Il segreto sta nell’affidarlo a persona, selezionata nel gruppo, che abbia elevate capacità comunicative e negoziali che svolga un ruolo di cuscinetto tra dipendenti e imprenditore, allo scopo di dirimere ogni frizione tra le parti e in grado di svolgere un ruolo consulenziale verso l’imprenditore stesso.

Questo ruolo è importantissimo anche nel gestire eventuali conflitti tra azienda e collaboratori, in modo tale da negoziare soluzioni vincenti per tutti (win-win).

Secondo step: favorite una politica retributiva e meritocratica.

Seguite la sacra regola che se l’azienda aumenta i suoi profitti dovranno beneficiarne anche i collaboratori, partendo dal presupposto che hanno contribuito a questo risultato. Tutti i collaboratori? L’auspicio è che tutti siano premiati, ma non è realistico né onesto, perché alcuni ci mettono l’anima nel lavoro, mentre altri, non esprimono alcuna motivazione al lavoro.

La vera politica meritocratica prevede che coloro veramente impegnati nel favorire il successo dell’azienda godano di retribuzioni crescenti e competitive, perché rappresentano i veri pilastri del futuro aziendale, ma soprattutto perché l’obiettivo dell’imprenditore, non è la flessibilità dell’articolo 18, ma la loro fidelizzazione in azienda.

Terzo step: introducete un modello di gestione per obiettivi.

L’organizzazione aziendale presuppone che ogni dipendente abbia un ruolo chiaro e definito, contraddistinto da una “Job description”. Pochi sanno che per potenziare la produttività dell’azienda è opportuno che ad ogni lavoratore siano assegnati obiettivi mensili e annuali da perseguire. Qual è il vantaggio di una gestione per obiettivi? Semplicemente quello di corresponsabilizzare il collaboratore a puntare ai risultati legati alla sua funzione, seguendo la logica che se ognuno raggiunge i risultati attesi l’azienda la produttività aumenta.

Quarto step: fate crescere il vostro personale.

L’investimento in risorse umane, a differenza di quello in macchinari ha una potenzialità di risposta teoricamente illimitata. Infatti la potenzialità del cervello umano è illimitata, questo significa che investendo in formazione si può generare un elevatissimo ritorno in produttività.

La differenza fra un operatore del servizio clienti formato alla comunicazione e relazione col cliente, rispetto al collega “home made”  che interpreta quel ruolo in modo istintivo è spesso drammatico. Più di una volta ho sentito parlare in aula del cliente come di un seccatore che telefona solo per lamentarsi o che ha pretese assurde, oppure della propria rete vendita come persone inaffidabili e disordinate. Mi sono sempre chiesto: “Quale sarà la performance di chi si relaziona con clienti o venditori con tanta negatività addosso!?!”.

Quinto step: circondatevi di Manager veri.

Fate si che ogni persona che gestisce personale sia consapevole dell’importanza del ruolo e sia allineato alle strategie aziendali, sia credibile dai suoi collaboratori e rappresenti per voi un pilastro importante dell’organizzazione.
Spesso il ruolo di Capo /Manager è affidato a chi esprime elevate competenze nel suo lavoro, creando così dei Manager tecnici, ma non è detto che siano bravi Leader nel motivare gli altri.
L’imprenditore deve capire che non può fare tutto da solo, deve saper selezionare le persone giuste, in ruoli manageriali, in grado di sostenerlo nella gestione del gruppo.
Solo con le persone giuste può costruire un solido team direzionale che assicuri una capillare attenzione e valorizzazione dei collaboratori.

Conclusioni

L’imprenditore italico gode di un DNA particolare che lo predispone alla creazione di impresa per le sue spiccate doti di creatività e intraprendenza, ma non può abusare di questo talento innato, deve rendersi conto che il successo aziendale richiede anche di crescere sul piano della managerialità.
Esistono percorsi e strategie manageriali ampiamente collaudati che devono rappresentare le fondamenta della gestione e sviluppo dell’azienda.
Una di queste strategie è la valorizzazione delle risorse umane.

 

Cesare Sansavini

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